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Dal chicco alla casa, l’organizzazione della filiera delle materie seconde della coltivazione del riso diventano nuovi materiali per un edilizia sana e un nuovo modo etico e tecnologicamente avanzato impegnato a far tornare la casa ad essere un nuovo organismo vivente. 

 

Una realtà imprenditoriale che si focalizza sul tema della valorizzazione dei prodotti secondari della coltivazione del riso e si configura come un veicolo di
innovazione, con un elevato grado di sostenibilità ponendosi come obiettivi principali :

  • La gestione delle materie derivanti dalla lavorazione del riso, organizzata a livello territoriale, fornendo le strutture per costituire una attività che sia in grado di sostenere una filiera industriale e di alimentare le esigenze di un mercato innovativo ed emergente collegato al campo delle costruzioni.
    Attivazione di un processo strutturato di raccolta/stoccaggio e di lavorazione di prodotti qualificando il più possibile sia i prodotti chi soggetti produttori che prendono parte all’intero processo di recupero dei residui delle lavorazioni primarie favorendo la tracciabilità del prodotto, rendendo disponibili sul mercato materiali da costruzione competitivi e a bassissimo impatto ambientale.

 

  • Risolvere con una risposta virtuosa ai problemi ambientali direttamente connessi alle pratiche di smaltimento dei residui in campo, al consumo di suolo e nello stesso tempo  Incentivare le condizioni di sostenibilità delle produzioni agro-alimentari tradizionali disincentivando la sostituzione della risicoltura con pratiche poco sostenibili, come quella del mais, valorizzando il legame che si è costruito nel tempo tra materia e territorio introducendo una leva determinante nelle strategie di marketing territoriale capace di dare evidenza alla dimensione distrettuale di questa nuova e diversa economia.

 

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La balla di paglia, oltre ad essere molto più economica rispetto ai mattoni ed al cemento, è idonea ad una nuova idea di costruire, sensibile ai parametri di sostenibilità e risparmio energetico. Ha una forte capacità isolante grazie ad un basso valore di trasmittanza termica.

Ma i vantaggi della paglia non finiscono qui. È un elemento costruttivo capace di garantire la perfetta traspirabilità delle pareti in cui viene utilizzata, e di evitare pertanto fenomeni di condensa superficiale. È biodegradabile, maneggiabile con facilità e presenta costi ridotti in termini di energia combustibile per la raccolta, l’imballaggio e il trasporto in cantiere (energia “grigia”). Infine, è un materiale capace di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera, quindi ideale per un‘architettura low-tech.
La paglia di riso è presente in tutto il territorio italiano, ma a differenza della paglia di cereali che viene utilizzata nella zootecnica, per i risicoltori è uno scarto in quanto l’elevata percentuale di silicio non consente usi diversi. Solo il 6% viene utilizzato, il restante deve essere smaltito.
Per l’architettura la paglia è una nuova materia prima:

  • rinnovabile annualmente
  •  reperibile a basso costo

 

In provincia di Vercelli sono coltivati a riso circa 70.000 ettari, producendo potenzialmente:

  • 50 q/ha di paglia di riso
  • 250 ballette/ha da circa 20 kg ciascuna
  • 17.500.000 ballette all’anno
  • 1 mq di parete realizzato ogni due ballette di paglia
  • 8.750.000 mq disponibili

 

 

La balla di paglia di riso precompressa diventa il nuovo mattone sostenibile

 

Le elevate prestazioni energetiche della paglia consentono all’edificio realizzato con questo materiale di essere classificato come EDIFICIO PASSIVO.

I costi di gestione per il raffrescamento e per il riscaldamento sono ridotti, consentendo un enorme risparmio economico.

Un ulteriore risparmio si ha grazie alla prefabbricazione degli elementi costruttivi e ai ridotti tempi di cantiere.

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La paglia è un materiale da costruzione rinnovabile: solo nel Vercellese ogni anno vengono prodotte circa 52.000 tonnellate di paglia di riso, uno scarto solo parzialmente riutilizzato.
La sua produzione e il relativo trasporto consumano una ridotta quantità di energia e producono una piccola quantità di biossido di carbonio.


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La balla di paglia fornisce un ottimo isolamento termico. Un telaio in legno e paglia, di spessore 42 cm, raggiunge una trasmittanza termica di 0,12 W/mqK, con un tempo di sfasamento di 23 h, oltre alle indubbie qualità di traspirabilità. Ha inoltre eccellenti caratteristiche come isolante acustico (vista la capacità di assorbire il suono da parte della paglia) e un ottimo comportamento antisismico.

 

 

 

 


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La paglia è un materiale organico, naturale e anallergico. Migliora la qualità dell’aria di una abitazione in quanto non emette alcuna sostanza nociva come, ad esempio, la formaldeide. La paglia è un materiale traspirante e combinato con gli intonaci naturali favorisce la regolazione dell’umidità e l’assenza di polveri, fornendo così uno degli ambienti più sicuri e confortevoli in cui abitare.

 

 

 

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Nella paglia vivono roditori?
L’elevata compressione delle balle di paglia (120 kg/mc), consente una grande resistenza all’annidarsi dei roditori. La maggior parte dei sistemi costruttivi sono costituiti da una doppia chiusura ad intonaco(3-4 cm) o mediante pannelli in legno,escludendo quindi totalmente ogni problematica.
La paglia teme l’umidità?
L’alto contenuto di silicio della paglia di riso inibisce totalmente la marcescenza.
Osservando correttamente le regole del costruire, ovvero usando paglia con meno del 15% di umidità e utilizzando sistemi di chiusura permeabili, si favorisce una corretta traspirabilità impedendo la formazione di condensa.
La paglia è un nutrimento?
La paglia non è un nutrimento per insetti, in quanto non contiene più il riso o altri tipi di nutrimento. L’alto contenuto di silice (80,68 % in peso), la rende nociva per la loro alimentazione.
La paglia è infiammabile?
Ricerche in Germania e Austria hanno stabilito che una balla di paglia con densità pari a 120 kg/mc possiede una infiammabilità normale. Una volta intonacato con argilla per l’interno e calce per l’esterno, il suo valore di resistenza al fuoco è attestabile a REI90. L’intonaco sottoposto a fuoco non rilascia ossigeno, che permetterebbe alla paglia di incendiarsi. Anche se ci fossero crepe o fessure nell’intonaco, la paglia carbonizzerebbe solo superficialmente.

 

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La lolla di riso è la buccia del riso che noi conosciamo e deriva dal processo di sbramatura del riso grezzo. La percentuale in peso della lolla rispetto al riso grezzo varia tra il 17 e il 23 percento. E’ leggera e voluminosa, la sua densità varia tra i 120 e i 140 kg/m³, non marcisce ed è inattaccabile dagli insetti. La sua composizione ha uno scarsissimo contenuto in nutrienti (4%), mentre il resto è costituito da lignina, cellulosa e il 17 % di silice.

Ha diversi utilizzi quali giardinaggio, produzione di solventi, ammostamento di fermentazione e soprattutto come combustibile negli impianti di cogenerazione, anche se con un potere calorifico non troppo elevato. Le sue ceneri, infine, vengono utilizzate per la produzione di cemento pozzolanico e per la realizzazione di strati refrattari per gli altoforni.

Le caratteristiche principali del materiale sono la sua impermeabilità e resistenza agli agenti atmosferici come sole, pioggia, neve e salsedine. Tali caratteristiche ne fanno un materiale estremamente interessante nel campo dell’architettura naturale.